Carrefour ha licenziato il compagno Luciano

Serve la mobilitazione di tutti per respingere il licenziamento e ottenere il reintegro immediato.

Chi nella città di Milano e nella sua provincia ha avuto un problema sul lavoro, ha condotto una vertenza, ha fatto un ricorso contro un licenziamento, ha fatto una lotta, ha chiamato alla mobilitazione, ha cercato di organizzarsi con colleghi e altri lavoratori ha conosciuto Luciano Pasetti. Attivo soprattutto fra i lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata, è sempre stato presente con generosità in ogni lotta dei lavoratori, nelle lotte per il diritto alla casa, a fianco degli studenti e degli immigrati, alle manifestazioni delle donne. Un lavoratore, un compagno, che ha sempre e sistematicamente messo al primo posto la solidarietà e la mobilitazione per la difesa e l’estensione dei diritti.
E sul lavoro, al GS Carrefour di via Famagosta, è un delegato scomodo che non abbassa la testa, che non fa straordinari comandati, che si rifiuta di lavorare nei giorni festivi, che mette in riga capetti e dirigenti, che sostiene colleghi e colleghe, che sciopera e fa i presidi anche da solo.

Il 4 aprile 2018 Luciano è stato licenziato. Un motivo pretestuoso è servito alla direzione di Carrefour per coprire il motivo politico: Luciano ha una limitazione fisica riconosciuta per cui non può sollevare pesi oltre un certo limite e proprio il rifiuto di assolvere a una mansione banale, ma che metteva a rischio la sua salute, è stato preso a pretesto per fargli pagare il ruolo che ha dentro e fuori il supermercato, il pretesto per cacciare un lavoratore generoso e combattivo che la Direzione non è riuscita in altro modo a sottomettere.

Oggi è Luciano ad avere bisogno della solidarietà e della mobilitazione che ha sempre profuso.
Chiamiamo i lavoratori e le lavoratrici, i licenziati, i precari, i compagni e le compagne, gli organismi di base e i movimenti, i partiti di sinistra e i sindacati a dare ognuno il contributo per mettere in campo una mobilitazione per il reintegro di Luciano alle stesse condizioni e nello stesso inquadramento di quando è stato licenziato. Quella contro il suo licenziamento non è una battaglia che riguarda solo lui e la sua famiglia, ma una lotta per invertire il corso delle cose: i licenziamenti punitivi di delegati e operai combattivi (ricordiamo i tentativi fatti da IKEA contro Luca e Mauro), i licenziamenti punitivi contro lavoratori che diventano “incompatibili” con le aziende quando hanno esigenze personali (ancora IKEA che ha licenziato Marika Ricutti, una madre single di due figli), la combinazione di ricatti, arbitri, repressione aziendale e paternalismo che si manifesta nell’aumento esponenziale di morti e infortuni sul lavoro. E, più in generale, è una lotta contro le politiche antioperaie e antipopolari che stanno massacrando i lavoratori: il Jobs Act, la Legge Fornero, le continue violazioni della Costituzione.
La recente sentenza del Tribunale di Milano, che si è pronunciato, contro ogni legge e ogni parvenza di legalità (4 aprile 2018) contro il reintegro di Marika Ricutti, conferma che per i lavoratori la giustizia non passa dalle istituzioni e gli unici strumenti che hanno a disposizione sono la solidarietà e la mobilitazione. Per questo motivo avviamo (8 aprile / 3 maggio) la prima fase di una mobilitazione che si fermerà solo a fronte del reintegro di Luciano. Le prime iniziative si svolgeranno su 3 campi:

– una raccolta di firme [scarica i moduli] e di prese di posizione in solidarietà a Luciano. Invitiamo tutti a firmare e far firmare in ogni occasione e contesto e a farceli avere per riversarli sulla Direzione di Carrefour;

– una serie di iniziative per sostenere la cassa di resistenza e per consentire il pieno sviluppo della mobilitazione. Invitiamo tutti a raccogliere soldi (cene, serate, collette, ecc.) e a versarli sulla Postepay n. 4023600904949817 intestata a Luciano Pasetti;

– una serie di presidi di fronte al GS Carrefour di via Famagosta.

Siamo decisi a mettere in campo una mobilitazione che si concluderà solo con il reintegro di Luciano. La classe operaia, i lavoratori, i disoccupati, i precari, gli uomini e le donne che per vivere devono lavorare stanno già pagando il conto della crisi in mille modi. E’ il momento di non fare più nessun passo indietro.

I compagni e le compagne di Luciano
Milano, 5 aprile 2018

per aderire: pagina Facebook: Reintegro immediato per Luciano

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